mercoledì 27 maggio 2015

Incontro con Cesare Pietroiusti venerdi 29 maggio 2015 ore 18:30

Venerdì 29 maggio alle ore 18:30 l'artista Cesare Pietroiusti incontra il pubblico negli spazi della galleria Zoo Zone di Roma dove è in corso la sua mostra personale Lavori da vergognarsi, ovvero Il riscatto delle opere neglette. L'incontro, a cura di Chiara Argentino e Vasco Forconi, vuole essere un'occasione informale nella quale un pubblico eterogeneo – non esclusivamente di addetti ai lavori – è chiamato a confrontarsi, a dialogare e a interrogare l'artista in presenza delle sue opere.

L'idea alla base dell’incontro è quella di scongiurare quell'imbarazzante frontalità che spesso s'instaura nelle occasioni di confronto tra un artista e il suo pubblico, creando al contrario le condizioni per cui gli spettatori, come partecipanti attivi, si fanno portatori del proprio punto di vista nei riguardi del lavoro dell'artista e della mostra.
Altra idea fondamentale è quella di restituire centralità al dispositivo mostra e al dibattito condiviso che dovrebbe nascere intorno a essa; un dibattito troppo spesso relegato allo spazio privato o appiattito tra le frettolose conversazioni tipiche dei vernissage e la scrittura delle altrettanto frettolose recensioni imposte dalla voracità dei magazine online.
Lavori da vergognarsi si pone come una mostra ideale per avviare questo processo dialogico poiché affronta una serie di questioni centrali nel dibattito artistico contemporaneo pur non prevedendo per esse una risposta definitiva. La mostra consiste in «una retrospettiva-di-opere-mai-esposte» ovvero lavori effettivamente realizzati da Pietroiusti nel corso del tempo ma censurati, dall'artista stesso o da altri, poiché ritenuti «inadeguati, brutti, fuori contesto, oppure copie pedisseque di lavori di altri artisti». Attraverso l'atto problematico di esporli uno affianco all'altro, Cesare Pietroiusti tenta di riscattare questi lavori negletti interrogandosi e interrogando il pubblico su categorie come quella di valido, giusto o inedito, per giungere ad affrontare temi da sempre al centro della sua ricerca artistica; in primo luogo lo statuto stesso di opera d'arte – scisso tra desiderio e rifiuto della sua oggettualità – e poi quello di mostra in quanto dispositivo fondamentale per il lavoro dell'artista ma per definizione ambiguo e problematico.
«Lavori da vergognarsi, ovvero Il riscatto delle opere neglette, pur partendo da un assunto semplice, può porre questioni a loro modo indecidibili. Si tratta di una mostra presa “sotto gamba”? Forse sì, visto che l’artista non fa altro che tirar fuori qualcosa dai suoi sgabuzzini. Si tratta di una forma di dimostrazione che l’“inedito” è una categoria che ha più valore del “valido”? Forse, visto che opere sbagliate, cioè già giudicate prive di valore, potrebbero acquisirlo proprio in virtù del fatto di essere state, una volta, scartate e accantonate. Si tratta del tentativo di dimostrare che l’opera in assoluto “bella” o “giusta” non esiste? Forse, visto che io sospetto che l’artista qui in questione (sempre io) abbia, in fondo, basato la sua ricerca artistica, e trovato l’energia che la muove e la determina, in un irrisolto conflitto contro l’opera d’arte, contro la sua ingombrante e parassitaria oggettualità, contro la sua esibita pretesa di sintetizzare l’assoluto. Un astio che, probabilmente, è il frutto distorto di un desiderio inibito di presenza dell’opera. Questa mostra afferma quel vergognoso desiderio, soddisfacendolo (ma anche ingannandolo) proprio con la presentazione delle meno legittimate fra tutte le opere, i lavori da vergognarsi».
(Dal testo che accompagna Lavori da vergognarsi ovvero il riscatto delle opere neglette - una retrospettiva, di Cesare Pietroiusti)




Biografia
Cesare Pietroiusti nasce a
Roma nel 1955 dove attualmente vive e lavora. È artista e docente di Laboratorio di Arti Visive presso lo IUAV di Venezia. Laureato in Medicina con tesi in Clinica Psichiatrica, dal 1977 ha esposto in spazi privati e pubblici, deputati e non, in Italia e all’estero. Negli ultimi anni il suo lavoro si è concentrato soprattutto sul tema dello scambio e sui paradossi che possono crearsi nelle pieghe dei sistemi e degli ordinamenti economici.